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Assicurazione casa contro calamità: quando si detrae il 19%

Redazione il

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Chi paga una polizza per proteggere la casa da eventi calamitosi può recuperare una parte della spesa in dichiarazione dei redditi, ma solo se il contratto rispetta requisiti precisi. La detrazione ordinaria è pari al 19% del premio riferito a questo rischio e riguarda le assicurazioni stipulate per unità immobiliari residenziali e relative pertinenze. La regola è utile soprattutto per chi ha una polizza casa multirischio: non tutto il premio versato diventa detraibile, ma soltanto la quota collegata agli eventi calamitosi.

Il punto pratico è questo: se la copertura comprende anche furto, incendio, responsabilità civile o assistenza, il contribuente non deve indicare nel 730 l’intero costo della polizza. Deve invece usare l’importo separato relativo alla garanzia calamità, così come risulta dal contratto, dalla quietanza o dall’attestazione rilasciata dalla compagnia. Se questa distinzione manca, prima di compilare la dichiarazione conviene chiederla all’assicuratore.

Quando spetta la detrazione

L’agevolazione si applica alle polizze che coprono il rischio di eventi calamitosi stipulate a partire dal 1° gennaio 2018 per immobili a uso abitativo. Sono comprese anche le pertinenze, purché legate all’abitazione: per esempio box, cantina o solaio assicurati insieme all’unità residenziale. La detrazione può essere indicata anche per più immobili abitativi, perché per questa voce non è previsto un tetto massimo di spesa come avviene invece per altre assicurazioni.

Nel modello dichiarativo la spesa va inserita nel Quadro E, nei righi dedicati agli oneri detraibili. Per il modello 730/2026 rileva l’anno in cui il premio è stato pagato: il contribuente deve quindi controllare la quietanza del premio versato nel 2025 e riportare solo l’importo ammesso. La scadenza ordinaria per trasmettere il 730 è il 30 settembre, mentre chi usa il modello Redditi ha come riferimento il 31 ottobre.

La tabella aiuta a distinguere le situazioni più comuni quando si legge una polizza casa:

Voce della polizzaDetrazioneNota pratica
Eventi calamitosi19%Solo quota dedicata
Furto casaNoGaranzia esclusa
Incendio casaNoNon basta da sola
RC famigliaNoEsclusa se separata
Casa + pertinenzaSìSe abitativa

Il dato da portarsi via è che la parola “casa” nel contratto non basta. Conta il rischio assicurato: la copertura deve riguardare calamità naturali, non semplicemente danni domestici ordinari. Se una polizza annuale costa 400 euro ma la compagnia indica che 150 euro riguardano gli eventi calamitosi, la detrazione si calcola sui 150 euro: il 19% corrisponde a 28,50 euro. Se invece una copertura è interamente dedicata al rischio calamità, l’intero premio pagato entra nel calcolo.

Chi può usarla e chi resta fuori

La detrazione spetta al contribuente che ha sostenuto la spesa e risulta collegato al contratto nei casi ammessi. Può beneficiarne il contraente che è anche assicurato, ma anche chi paga una polizza per un familiare fiscalmente a carico, secondo le combinazioni previste per i premi assicurativi detraibili. In pratica, prima di inserire la spesa, vanno controllati tre elementi: chi ha pagato, chi è il contraente e chi è l’assicurato.

Restano fuori le coperture che non rientrano nel perimetro dell’agevolazione. La normale RC auto non dà diritto a questa detrazione; lo stesso vale, per la casa, per furto, incendio e danni a terzi quando non sono la quota specifica calamità. Non va confusa nemmeno la polizza scoppio e incendio collegata al mutuo con la copertura detraibile per eventi calamitosi: se il contratto copre solo incendio o scoppio, quella spesa non diventa agevolata solo perché richiesta dalla banca.

Cosa fare prima della dichiarazione

Prima di consegnare i documenti al Caf, al professionista o di modificare la precompilata, conviene mettere in ordine le carte. Il controllo serve anche se la spesa compare già nella dichiarazione precompilata, perché il contribuente resta tenuto a verificare che l’importo sia corretto e che la documentazione sia disponibile in caso di richiesta.

  • Controllare il contratto: deve risultare la copertura per eventi calamitosi su immobile abitativo.
  • Verificare la quota: nelle polizze miste serve l’importo riferito solo alla garanzia calamità.
  • Conservare la ricevuta: la quietanza deve provare il premio pagato nell’anno d’imposta.
  • Usare pagamenti tracciabili: bonifico, carta o altri sistemi documentabili.
  • Controllare il rigo: la spesa va inserita tra gli oneri detraibili del Quadro E.

Il controllo più importante è sulla quota detraibile. Se l’attestazione annuale della compagnia non distingue le garanzie, non è prudente stimare da soli la parte calamità. Meglio chiedere un documento integrativo prima dell’invio, perché in caso di verifica servono contratto e prova del pagamento con indicazione chiara della modalità usata. La detrazione riduce l’Irpef dovuta: se l’imposta è insufficiente, la parte che non trova capienza non si trasforma automaticamente in rimborso extra.

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