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Dichiarazione Imu solo online: nuova scadenza del 30 giugno e sanzioni

Redazione il

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La dichiarazione Imu si prepara a diventare un adempimento da fare solo in via telematica. La novità è contenuta nello schema di decreto legislativo sui tributi regionali e locali, il cui iter è stato ripreso dal Governo alla fine di luglio 2026. Per chi possiede una casa, un terreno o un altro immobile, il punto pratico è questo: non cambia il pagamento dell’Imu in sé, ma dovrebbe cambiare il modo in cui si comunica al Comune una nuova situazione rilevante per l’imposta.

La regola non va letta come un obbligo già operativo in ogni dettaglio. Per il passaggio definitivo serviranno l’approvazione del decreto e poi le istruzioni tecniche del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Fino a quel momento i contribuenti devono continuare a usare i modelli attualmente in vigore, approvati con i decreti ministeriali del 29 luglio 2022 e del 4 maggio 2023, che già consentono anche la trasmissione online.

Cosa cambia per i proprietari

Oggi, per la generalità dei contribuenti, la dichiarazione Imu può essere gestita con modalità diverse, comprese quelle cartacee previste dalle regole vigenti. Con la riforma, invece, l’adempimento dovrebbe essere concentrato in un unico canale digitale e in un modello unitario. La dichiarazione servirebbe sia per comunicare il possesso o le variazioni dell’immobile, sia per attestare situazioni che danno diritto a esenzioni o agevolazioni fiscali.

La differenza più importante, quindi, non è una nuova scadenza né un nuovo calcolo dell’imposta, ma la tracciabilità dell’invio. Chi deve presentare la dichiarazione dovrà prepararsi a farlo tramite servizi telematici, direttamente o con l’aiuto di un intermediario abilitato, quando le istruzioni definitive saranno disponibili. Lo schema punta anche a rendere più omogeneo il rapporto con i Comuni, riducendo modelli e richieste frammentate.

Il confronto essenziale è questo:

AspettoRegola attualeNovità prevista
Invioanche cartaceosolo online
Modellidistintiunico modello
Scadenza30 giugno30 giugno
Validitàanni successivianni successivi

Il dato da portare via è che la data resta la stessa: la dichiarazione va presentata entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui è iniziato il possesso dell’immobile o sono intervenute variazioni che incidono sul calcolo dell’imposta. Se, per esempio, una variazione rilevante avviene nel 2026, il termine ordinario da controllare è il 30 giugno 2027.

Chi deve controllare l’obbligo

La dichiarazione Imu non riguarda automaticamente ogni proprietario ogni anno. In linea generale serve quando il Comune non ha già tutte le informazioni necessarie per determinare correttamente l’imposta, oppure quando occorre comunicare condizioni particolari legate a esenzioni e agevolazioni. Lo schema richiama anche l’integrazione degli adempimenti relativi agli immobili occupati abusivamente, tema per il quale la comunicazione corretta è decisiva per il riconoscimento dell’esenzione prevista.

Resta confermato un principio importante per le famiglie e per i piccoli proprietari: una volta inviata, la dichiarazione continua a valere anche per gli anni successivi, finché non cambiano i dati che incidono sull’Imu. Non va quindi ripresentata solo perché arriva un nuovo anno fiscale. L’eccezione riguarda gli enti non commerciali, per i quali rimane l’obbligo di presentazione annuale.

Le dichiarazioni già presentate non devono essere rifatte per effetto della novità. Le dichiarazioni già trasmesse restano valide, salvo che nel frattempo siano intervenute modifiche rilevanti. Per il proprietario di casa questo significa che il primo controllo da fare non è “devo inviare qualcosa perché cambia la legge?”, ma “nel mio immobile è cambiato qualcosa che modifica l’imposta o il diritto a un’agevolazione?”.

Sanzioni e cosa fare adesso

Lo schema interviene anche sul quadro sanzionatorio dei tributi locali. Per l’omessa presentazione della dichiarazione Imu la sanzione indicata è pari al 100% dell’imposta dovuta, con un minimo di 50 euro. Per la dichiarazione infedele, cioè con dati errati o incompleti che incidono sull’imposta, la sanzione prevista è pari al 40% dell’imposta evasa. Sono percentuali da tenere presenti soprattutto quando la dichiarazione è necessaria per ottenere o mantenere un trattamento agevolato.

In attesa del decreto del MEF con le istruzioni tecniche, conviene fare una verifica ordinata della propria posizione. I passaggi utili sono questi:

  • Controllare le variazioni: acquisto, vendita, cambio di quota, cambio d’uso o altre modifiche che incidono sull’Imu.
  • Verificare le agevolazioni: esenzioni e riduzioni vanno comunicate quando il Comune non può conoscerle da solo.
  • Conservare le ricevute: ogni invio telematico o già effettuato va tenuto insieme alla documentazione dell’immobile.
  • Seguire le istruzioni ufficiali: il nuovo canale obbligatorio sarà definito dal successivo provvedimento attuativo.
  • Non duplicare invii: una dichiarazione valida non va ripresentata se non ci sono nuove variazioni.

La conseguenza pratica è semplice: chi ha una situazione Imu stabile non deve muoversi solo perché si parla di nuovo modello telematico. Chi invece ha comprato un immobile, ha avuto una variazione rilevante o intende far valere un’esenzione deve segnare in agenda il termine del 30 giugno dell’anno successivo e prepararsi a usare il canale digitale quando sarà reso obbligatorio. In caso di dubbio, il controllo va fatto prima della scadenza, perché l’omissione può trasformare un adempimento formale in un costo aggiuntivo.

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