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Bonus mobili 2026, acquisti e pagamenti entro il 31 dicembre

Redazione il

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Restano quattro mesi per utilizzare il bonus mobili ed elettrodomestici nella forma prevista per il 2026. L’agevolazione riconosce una detrazione IRPEF del 50% sugli acquisti destinati ad arredare un immobile interessato da lavori di recupero edilizio. La spesa ammessa non può superare 5.000 euro per unità immobiliare e deve essere sostenuta entro il 31 dicembre 2026. Nel limite possono rientrare anche trasporto e montaggio, se pagati con modalità ammesse.

Dal 1° gennaio 2027, in base alle regole attualmente in vigore, questa specifica detrazione non sarà più disponibile. Un rinnovo potrebbe arrivare con la prossima legge di Bilancio, ma nessuna proroga è oggi approvata. È stata inoltre discussa una possibile riforma che legherebbe il tetto degli acquisti al 15% delle spese di ristrutturazione e applicherebbe le aliquote previste per i lavori: si tratta però soltanto di un’ipotesi, non di una regola da usare per programmare gli acquisti.

Chi può utilizzare il bonus nel 2026

Lo sconto fiscale non spetta per il semplice acquisto di mobili o elettrodomestici. Occorre realizzare un intervento di recupero del patrimonio edilizio ammesso alla relativa detrazione. Per gli acquisti effettuati nel 2026, i lavori devono essere iniziati non prima del 1° gennaio 2025 e, soprattutto, la loro data di avvio deve precedere quella di acquisto dei beni. Non è invece necessario aver già pagato i lavori prima di ordinare l’arredo.

La data di inizio dell’intervento può risultare da un titolo edilizio, da una comunicazione preventiva all’ASL quando richiesta o da altra documentazione amministrativa. Se l’opera non richiede comunicazioni o autorizzazioni, il contribuente può attestare l’avvio con una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. Conservare questa prova è essenziale, perché una fattura di mobili datata prima dell’inizio dei lavori non può essere collegata alla ristrutturazione.

Tra gli acquisti ammessi figurano mobili nuovi come letti, armadi, tavoli, sedie, divani, materassi e apparecchi di illuminazione. Sono agevolabili anche i grandi elettrodomestici nuovi, compresi frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavasciuga, lavastoviglie, forni e apparecchi per il condizionamento. Quando è prevista l’etichetta energetica, la classe non deve essere inferiore ad A per i forni, E per lavatrici, lavasciuga e lavastoviglie, F per frigoriferi e congelatori.

Restano fuori porte, pavimenti, tende, tendaggi e altri complementi d’arredo. Sui singoli appartamenti, inoltre, la semplice manutenzione ordinaria, come tinteggiare le pareti o sostituire un pavimento, non apre da sola l’accesso al bonus. Per le parti comuni condominiali la manutenzione ordinaria può essere ammessa, ma gli arredi acquistati devono essere destinati alle stesse parti comuni: non è possibile usare quei lavori per detrarre mobili destinati alla propria abitazione.

Quanto si recupera e come si calcola

La detrazione è pari al 50% di una spesa massima di 5.000 euro per unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze. Il recupero massimo è quindi di 2.500 euro, suddiviso nella dichiarazione dei redditi in dieci quote annuali uguali da 250 euro. Se si spendono 3.000 euro, la detrazione complessiva è invece di 1.500 euro, da ripartire in dieci rate da 150 euro. Il tetto non aumenta in base al costo della ristrutturazione e non coincide con un rimborso immediato sul prezzo pagato al negozio.

Quando i lavori sono iniziati nel 2025 e alcuni mobili sono già stati acquistati nello stesso anno utilizzando l’agevolazione, le relative spese devono essere sottratte dal limite disponibile per il 2026. Il massimale riguarda la singola unità: chi ristruttura più immobili può avere un limite per ciascuno. In caso di accorpamento o suddivisione, però, contano le unità censite in catasto all’inizio dei lavori, non quelle risultanti alla fine dell’intervento.

Cosa fare prima della scadenza

Per far rientrare la spesa nel 2026 non basta fissare la consegna: occorre eseguire il pagamento con una modalità valida entro fine anno. Prima dell’acquisto conviene quindi controllare questi quattro elementi:

  • Verificare i lavori: devono appartenere a una categoria che consente il bonus e risultare iniziati prima dell’acquisto.
  • Controllare i beni: mobili ed elettrodomestici devono essere nuovi e, dove richiesto, rispettare la classe energetica minima.
  • Pagare in modo tracciabile: sono ammessi bonifico, carta di debito o carta di credito; non vanno usati contanti o assegni.
  • Conservare le prove: servono fattura o scontrino dettagliato, ricevuta della transazione e documentazione dell’addebito sul conto.

Per un acquisto con carta vale il giorno in cui la carta viene utilizzata, non la successiva data di addebito. In caso di finanziamento, la società finanziaria deve pagare il venditore con modalità ammesse e il contribuente deve conservarne la ricevuta. Per alcuni elettrodomestici occorre anche trasmettere i dati all’ENEA; un invio omesso o tardivo non comporta però la perdita della detrazione. Senza una proroga, i pagamenti effettuati dal 1° gennaio 2027 resteranno esclusi dal bonus attuale.

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