
Per il bonus elettrodomestici 2025 si chiude la fase dei rimborsi ai negozi. I venditori che hanno aderito alla misura e hanno anticipato lo sconto in fattura ai clienti devono presentare la richiesta di liquidazione entro le ore 23:59 del 4 settembre 2026. Dopo questa data le istanze tardive non saranno liquidate: la scadenza riguarda quindi il recupero delle somme già scontate al momento dell’acquisto, non l’apertura di nuove domande per i consumatori.
Il punto pratico, per chi vive la casa, è questo: se il voucher è stato usato correttamente per comprare un elettrodomestico agevolato, non c’è una nuova domanda da presentare entro settembre. La procedura in scadenza è a carico del venditore. Resta però importante conservare la fattura, la documentazione collegata allo sconto e ogni comunicazione ricevuta tramite app IO o portale dedicato, perché il bonus è legato a requisiti precisi e ai controlli sulla corretta fruizione del contributo.
Chi riguarda davvero la scadenza
La data del 4 settembre interessa direttamente i venditori aderenti alla misura, cioè i punti vendita fisici o online che hanno accettato voucher per elettrodomestici ad alta efficienza e hanno applicato lo sconto in fattura. Alla data del 10 luglio 2026 risultavano ancora 169 venditori senza istanza di rimborso, per un totale di 1.078.100,87 euro da liquidare. La chiusura serve a completare la gestione contabile della misura, dopo che tutti i voucher emessi risultano utilizzati oppure scaduti.
Per i consumatori la fase di accesso al contributo è già alle spalle. Le domande degli utenti finali erano state aperte dalle ore 7:00 del 18 novembre 2025 tramite app IO o sito dedicato, con accesso tramite SPID o CIE, e la presentazione delle istanze è stata consentita fino al 31 dicembre 2025. Le richieste sono state gestite in ordine cronologico e quelle oltre le risorse disponibili sono confluite in lista d’attesa per eventuali disponibilità successive.
Le principali date da tenere a mente sono queste:
| Data | Chi riguarda | Cosa succede |
|---|---|---|
| 18 novembre 2025 | Utenti finali | Apertura domande |
| 31 dicembre 2025 | Utenti finali | Sospensione istanze |
| 10 luglio 2026 | Venditori | 169 rimborsi mancanti |
| 4 settembre 2026 | Venditori | Termine rimborsi |
Il dato più rilevante per il cliente è che la scadenza di settembre non riapre il bonus e non permette di chiedere oggi un nuovo voucher: serve ai negozi per recuperare gli importi già anticipati sugli acquisti completati.
Come funzionava lo sconto
Il contributo copriva fino al 30% del costo di acquisto dell’elettrodomestico, con un limite massimo di 100 euro per nucleo familiare. Il tetto saliva a 200 euro se il nucleo familiare dell’acquirente aveva un ISEE inferiore a 25.000 euro annui. Il voucher era concesso a utenti finali maggiorenni residenti in Italia ed era spendibile per l’acquisto di un solo elettrodomestico per famiglia anagrafica.
Un esempio costruito sui limiti della misura aiuta a capire l’effetto concreto: su una lavatrice, una lavastoviglie o un frigorifero ammesso al contributo, lo sconto poteva arrivare al 30% del prezzo, ma non oltre i massimali previsti. Per una famiglia senza soglia ISEE agevolata, anche se il 30% del prezzo superava 100 euro, il beneficio restava fermo a 100 euro. Per un nucleo con ISEE sotto 25.000 euro annui, il limite massimo saliva invece a 200 euro. Chi sta valutando una sostituzione futura può confrontare caratteristiche e consumi nelle guide ai migliori frigoriferi o alle migliori lavatrici, ma questa scadenza non finanzia nuovi acquisti.
Il bonus era legato anche alla sostituzione di un apparecchio obsoleto. L’acquirente doveva dichiarare di possedere un elettrodomestico da sostituire con un nuovo prodotto della stessa categoria commerciale e di classe energetica superiore. Dopo l’acquisto, il venditore deve caricare in piattaforma la fattura e trasmettere la dichiarazione relativa al ritiro dell’elettrodomestico obsoleto; poi Invitalia effettua i controlli e liquida il rimborso sull’IBAN dedicato comunicato dal venditore in fase di adesione.
Cosa fare adesso
Chi ha acquistato con il voucher non deve inoltrare una nuova pratica per il rimborso del negozio. Conviene però verificare di avere a disposizione la fattura intestata all’acquirente, con il prezzo pieno del prodotto e lo sconto applicato, e conservare ogni ricevuta collegata alla consegna del vecchio elettrodomestico. Se il negozio chiede informazioni per completare la propria pratica, è opportuno rispondere usando solo i canali ufficiali già usati per l’acquisto o per l’assistenza.
- Venditori aderenti: devono inviare l’istanza di rimborso entro le 23:59 del 4 settembre 2026 tramite la piattaforma prevista.
- Clienti con voucher usato: non devono chiedere il rimborso al posto del negozio, ma devono conservare fattura e documenti dell’acquisto.
- Nuovi acquirenti: non possono considerare questa scadenza come una riapertura delle domande, già sospese dal 31 dicembre 2025.
- In caso di reso: la procedura di reso comporta la trasmissione della nota di credito e il voucher perde validità.
Il rischio principale di equivoco è confondere due piani diversi: il bonus fruito dal cliente come sconto immediato e il rimborso che il venditore deve poi chiedere per recuperare quanto anticipato. La scadenza del 4 settembre 2026 chiude il secondo passaggio. Per chi ha già comprato, quindi, non cambia l’importo dello sconto ricevuto; per il negozio che non invia la domanda nei tempi, invece, la somma non sarà liquidata.





