
Il decreto che deve regolare l’uscita volontaria anticipata dal Conto Energia è stato firmato, ma alla data del 25 agosto non è ancora pubblicato e quindi non è entrato in vigore. Il provvedimento è il decreto Mase n. 262. Il punto più delicato riguarda il calendario: le nuove modalità applicative dovranno essere coordinate con una scadenza già fissata dalla legge, senza che al momento risulti formalizzata una proroga.
Il termine da tenere sotto controllo resta il 30 settembre 2026. L’opzione interessa i soggetti responsabili di impianti fotovoltaici con potenza superiore a 20 kW che ricevono dal GSE premi fissi, non dipendenti dai prezzi di mercato, nell’ambito del primo, secondo, terzo o quarto Conto Energia. Non riguarda quindi automaticamente tutti i proprietari di pannelli solari e, in particolare, lascia fuori gli impianti domestici di potenza pari o inferiore a 20 kW.
Due percorsi per accedere all’uscita
Una corsia prioritaria è prevista per chi aveva aderito entro il 31 maggio 2026 allo spalmaincentivi volontario attraverso il portale Estendi convenzione CE. Quella scelta comportava, per il periodo compreso tra il secondo semestre 2026 e il 31 dicembre 2027, il riconoscimento della tariffa nella misura dell’85% oppure del 70%, con un prolungamento finale della convenzione rispettivamente di tre o sei mesi. L’adesione attribuisce ora la precedenza nell’accesso all’uscita anticipata.
Per questi impianti il corrispettivo è determinato dal GSE in misura pari al 90% del valore attualizzato degli incentivi residui spettanti dal 1° gennaio 2028 alla scadenza della convenzione. La produzione attesa viene stimata utilizzando la media storica dell’ultimo quinquennio. Se, per esempio, il valore attualizzato calcolato per un impianto fosse di 100.000 euro, il corrispettivo di riferimento sarebbe di 90.000 euro, prima della rivalutazione prevista durante il pagamento.
Chi non ha aderito allo spalmaincentivi non è necessariamente escluso, ma può accedere soltanto all’eventuale capacità rimasta disponibile mediante una procedura competitiva telematica del GSE, da svolgere entro il 30 giugno 2027. Le offerte prevedono un ribasso percentuale rispetto al valore base calcolato per il singolo impianto. Il meccanismo ha un limite complessivo di 10 GW; se le richieste prioritarie superassero da sole questo contingente, la selezione competitiva riguarderebbe anche tali impianti.
Pagamenti e lavori richiesti
L’uscita effettiva è prevista dal 1° gennaio 2028. Il corrispettivo non viene versato subito in un’unica soluzione: è riconosciuto dal 2028 in rate costanti distribuite nell’arco di dieci anni, rivalutate con un tasso stabilito dal GSE e comunque non superiore al 6%. Nell’esempio dei 90.000 euro, la quota base sarebbe di 9.000 euro l’anno prima dell’applicazione della rivalutazione. Il confronto economico deve quindi considerare tempi di pagamento, rinuncia agli incentivi residui e costo dei lavori.
L’ammissione è legata a un rifacimento integrale dell’impianto da eseguire tra il 1° gennaio 2028 e il 31 dicembre 2030. Devono essere utilizzati moduli iscritti nelle categorie previste dal registro Enea richiamato dalla legge. Il progetto deve inoltre aumentare la potenza e la producibilità secondo i requisiti stabiliti, compreso un incremento di almeno il 30% rispetto alla produzione attesa nel periodo incentivante residuo per gli impianti a terra in area agricola e per quelli non collocati a terra.
Non basta dunque sostituire qualche pannello o effettuare una manutenzione ordinaria. L’opzione è collegata a un vero revamping, con nuovi investimenti e impegni contrattuali. Solo la potenza corrispondente all’incremento di producibilità potrà partecipare ai nuovi meccanismi di sostegno previsti dalla normativa. Per un proprietario di casa con un piccolo impianto sul tetto, la prima verifica decisiva resta la potenza incentivata indicata nella convenzione: se non supera 20 kW, questa procedura non si applica.
Cosa fare adesso
In attesa della pubblicazione del decreto e delle regole operative del GSE, è utile preparare i controlli necessari. I documenti e i dati da recuperare sono:
- Convenzione GSE: verificare Conto Energia di appartenenza, potenza incentivata e data di scadenza.
- Adesione del 31 maggio: controllare la ricevuta trasmessa tramite l’Area Clienti, se si è scelto lo spalmaincentivi.
- Produzione degli ultimi cinque anni: confrontare i dati utilizzabili dal GSE per stimare il corrispettivo.
- Piano di rifacimento: valutare costi, autorizzazioni, moduli ammessi e aumento di producibilità richiesto.
- Avvisi ufficiali: monitorare la pubblicazione del decreto e l’apertura della procedura telematica.
Il dato più urgente è che la firma del decreto, da sola, non apre ancora la procedura e non modifica il termine stabilito dalla legge. Chi possiede un impianto potenzialmente interessato non dovrebbe però attendere gli ultimi giorni: conviene far verificare subito la posizione da un tecnico e dal soggetto che gestisce la convenzione. Fino alla pubblicazione delle istruzioni operative non è prudente inviare comunicazioni fuori dai canali GSE o assumere che la scadenza del 30 settembre sia stata automaticamente spostata.





