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IMU e TARI, nuove sanzioni dal 2027: dichiarazioni e ravvedimento

Redazione il

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Il decreto legislativo n. 147/2026 modifica la gestione delle violazioni relative a IMU e TARI. Per quelle commesse dal 1° gennaio 2027 non sarà più applicato un intervallo di sanzioni: la percentuale diventerà fissa. La riforma interviene anche sulle dichiarazioni, sul ravvedimento e sulle comunicazioni preventive che Comuni e Regioni potranno inviare. Le novità riguardano sia i proprietari e gli altri soggetti tenuti all’IMU, sia chi occupa o detiene locali soggetti alla tassa sui rifiuti.

Dichiarazioni IMU e TARI: cosa cambia

La dichiarazione IMU dovrà essere trasmessa esclusivamente online, secondo modalità che saranno definite con un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il canale telematico diventerà l’unico utilizzabile per questo adempimento. Resta invece invariato il termine del 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui è iniziato il possesso dell’immobile o si è verificata una variazione rilevante. Se i dati non cambiano, la dichiarazione continua a produrre effetti anche negli anni seguenti. In attesa delle nuove modalità, restano utilizzabili i modelli già approvati.

Per la TARI il cambiamento riguarda il tempo disponibile per comunicare l’inizio dell’occupazione o della detenzione di un locale, oppure una successiva variazione. Non si dovrà più attendere la scadenza annuale: la dichiarazione andrà presentata entro 90 giorni dall’evento al Comune o al gestore del servizio rifiuti. Per esempio, chi dal 2027 entra in un’abitazione dovrà calcolare i 90 giorni dalla data di inizio della detenzione. La novità riguarda la dichiarazione e non stabilisce una scadenza nazionale unica per il pagamento delle rate TARI.

Le nuove percentuali sostituiscono le precedenti fasce per le dichiarazioni omesse o non corrette:

ViolazioneRegola precedenteDal 2027
IMU omessa100%-200%100% fisso
IMU infedele50%-100%40% fisso
TARI omessa100%-200%100% fisso
TARI infedele50%-100%40% fisso

La distinzione decisiva è tra omissione e infedeltà. Se la dichiarazione non viene presentata, la sanzione amministrativa è pari al 100% del tributo preso a riferimento dalla norma; se viene presentata con dati inesatti che incidono sull’imposta, la misura scende al 40%. Su una base di calcolo di 100 euro, l’esempio puramente matematico porta quindi a 100 euro di sanzione per l’omissione e a 40 euro per la dichiarazione infedele. Queste percentuali non vanno confuse con le sanzioni per il semplice versamento tardivo o parziale.

Ravvedimento anche oltre l’anno e in più versamenti

La riforma estende espressamente ai tributi regionali e locali le regole del ravvedimento operoso. Il contribuente potrà regolarizzare un errore anche oltre l’anno in cui è stato commesso, senza essere vincolato alle limitazioni temporali adottate in passato da alcuni Comuni. La possibilità rimane aperta fino alla notifica dell’atto formale di accertamento, dell’ingiunzione o dell’atto esecutivo. Sarà ammesso anche il ravvedimento frazionato: imposta e somme collegate potranno essere regolarizzate in più riprese, applicando la riduzione della sanzione alla quota effettivamente versata.

Prima di avviare l’accertamento, Comune o Regione potranno comunicare i dati disponibili e chiedere spiegazioni. Il contribuente avrà 60 giorni dal ricevimento per inviare chiarimenti, ricevute e altri documenti, anche per via telematica. Gli enti potranno inoltre trasmettere un avviso bonario per versamenti tardivi, parziali oppure omessi, consentendo la regolarizzazione con la sanzione ridotta prevista dalla legge. Per le rendite catastali rettificate e contestate, il Comune potrà recuperare la maggiore IMU entro il quinto anno successivo al passaggio in giudicato della sentenza, applicando soltanto gli interessi legali; l’eventuale rimborso dovrà essere eseguito entro 180 giorni dalla richiesta.

Cosa controllare prima del 2027

Per evitare che una variazione dell’immobile o dell’utenza resti senza dichiarazione, conviene verificare questi punti:

  • Individuare il tributo: l’IMU interessa il soggetto passivo dell’immobile, mentre la TARI segue l’occupazione o detenzione dei locali.
  • Annotare la data dell’evento: per la TARI da questa data decorreranno i 90 giorni disponibili.
  • Preparare la trasmissione online: per l’IMU il canale telematico sarà l’unica modalità dichiarativa.
  • Conservare le ricevute: pagamenti, dichiarazioni e documenti possono servire per correggere i dati comunicati dall’ente.
  • Regolarizzare prima dell’atto: un errore già individuato va verificato con il Comune prima della notifica dell’accertamento.

Non tutte le situazioni richiedono una nuova dichiarazione IMU: quella già presentata vale per gli anni successivi finché non cambiano elementi capaci di modificare l’imposta. Per la TARI, invece, dal 2027 sarà particolarmente importante comunicare tempestivamente nuovi ingressi, cessazioni e variazioni. Chi scopre un’omissione non dovrebbe attendere una richiesta formale: può controllare regolamento, canali e calcoli applicati dal proprio Comune e valutare il ravvedimento, ricordando che la riduzione dipende dal momento e dalle modalità della regolarizzazione.

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