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Ristrutturazioni casa, dal 3 agosto più rinnovabili nei progetti

David Bossi il

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Dal 3 agosto 2026 cambiano le verifiche energetiche per molti lavori in casa: non solo nuove costruzioni, ma anche ristrutturazioni importanti e interventi sull’impianto termico potranno dover integrare energia da fonti rinnovabili. La data deriva dal termine di 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto legislativo 9 gennaio 2026, n. 5, in vigore dal 4 febbraio 2026.

La novità non significa che ogni intervento domestico richieda pannelli solari o una pompa di calore. Restano fuori, in linea generale, i lavori ordinari che non incidono in modo rilevante sull’involucro o sugli impianti: rifare finiture interne, pavimenti, tinteggiature o singole sistemazioni non basta da solo a far scattare l’obbligo. La verifica diventa invece centrale quando si presenta un titolo edilizio per opere più pesanti.

Le quote da rispettare

Per gli edifici di nuova costruzione è richiesta una copertura da rinnovabili pari al 60% dei consumi previsti per acqua calda sanitaria e al 60% della somma dei consumi per acqua calda sanitaria, climatizzazione invernale e climatizzazione estiva. Per gli edifici pubblici queste percentuali aumentano di cinque punti.

Nelle ristrutturazioni importanti di primo livello la copertura minima scende al 40% per l’acqua calda sanitaria e al 40% per la somma di acqua calda, riscaldamento e raffrescamento. Per le ristrutturazioni importanti di secondo livello, invece, la quota è del 15% della somma dei consumi previsti per climatizzazione invernale ed estiva. Lo stesso 15% vale per gli edifici esistenti oggetto di ristrutturazione dell’impianto termico.

Le soluzioni non sono una sola: il progetto può considerare impianti fotovoltaici, solare termico, pompe di calore, teleriscaldamento o teleraffrescamento efficiente, e altre tecnologie ammesse. Gli impianti usati per rispettare l’obbligo devono stare all’interno o sopra l’edificio, oppure nelle pertinenze; il fotovoltaico a terra, salvo casi specifici, non conta ai fini dell’adempimento. Sui tetti a falda i pannelli solari termici o fotovoltaici devono essere aderenti o integrati, con la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda.

Cosa fare prima dei lavori

Chi sta programmando una ristrutturazione dovrebbe chiedere al progettista, prima di depositare la pratica, se l’intervento rientra tra quelli soggetti agli obblighi. I calcoli e le verifiche vanno inseriti nella relazione tecnica prevista dalla normativa energetica; una copia deve essere trasmessa al GSE per il monitoraggio, mentre i Comuni verificano il rispetto dell’obbligo attraverso la documentazione presentata.

Se rispettare le quote non è tecnicamente possibile o non è economicamente conveniente, il progettista deve motivarlo nella relazione, valutando le diverse opzioni tecnologiche disponibili. Quando la relazione non è dovuta, la comunicazione va fatta al Comune secondo le modalità indicate dall’ente. Il punto pratico è non arrivare al deposito della pratica con il tema irrisolto: l’inosservanza dell’obbligo può comportare il diniego del rilascio del titolo edilizio.

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