
Dal 3 agosto 2026 chi sostituisce il generatore di calore e vuole accedere a bonus fiscali o al Conto Termico 3.0 deve controllare anche i termosifoni, non solo la nuova macchina. La novità pratica è che, per gli interventi incentivati su pompe di calore, sistemi ibridi, biomassa e alcuni impianti solari termici, diventano richieste valvole termostatiche a bassa inerzia termica, oppure dispositivi modulanti equivalenti, sui corpi scaldanti dell’immobile.
Non significa che ogni semplice cambio di caldaia tradizionale faccia scattare automaticamente un nuovo obbligo per tutti. Il punto decisivo è l’accesso agli incentivi e il tipo di generatore installato o sostituito. Se l’intervento rientra tra quelli incentivati e riguarda, per esempio, una pompa di calore o un sistema ibrido con caldaia di supporto, il tecnico deve verificare anche la regolazione stanza per stanza dei radiatori.
Chi riguarda
La regola riguarda gli interventi di installazione di generatori come pompe di calore, impianti alimentati a biomassa, sistemi ibridi e impianti solari termici quando il solare serve anche a coprire una parte del fabbisogno di climatizzazione invernale. In questi casi le valvole termostatiche per termosifoni non sono più un dettaglio accessorio: diventano una condizione da considerare nella pratica tecnica, nell’asseverazione e nella documentazione dell’intervento.
La differenza rispetto al quadro precedente è concreta: prima, nell’ambito del Bonus Casa, potevano esserci casi ammessi con detrazione del 50% o 36% anche senza termovalvole. Ora, per gli interventi che accedono ai regimi di sostegno indicati e ricadono nelle nuove condizioni, il mancato rispetto dei requisiti di sistema può impedire l’accesso all’agevolazione. Per il proprietario significa che il preventivo dovrebbe includere da subito il controllo di tutti i radiatori, non solo il prezzo della macchina nuova.
La tabella riassume i controlli principali da chiedere al tecnico prima di avviare la pratica:
| Intervento | Requisito chiave | Dato da verificare |
|---|---|---|
| Pompa aria-aria fino a 12 kW | Prestazione stagionale | SCOP 3,8 o 3,42 |
| Pompa aria-acqua | Efficienza minima | 110%, SCOP 2,825 |
| Pompa di calore a gas | Energia primaria | SPER 1,13 |
| Sistema ibrido | Rapporto tra potenze | Pdc/caldaia ≤ 0,5 |
| Biomassa incentivata | Classe ambientale | 5 stelle o superiore |
Il dato più immediato per chi vive la casa è l’ultima colonna: non basta che il nuovo impianto “funzioni”, deve rispettare valori dichiarati e documentabili. Per le pompe di calore elettriche la prestazione deve essere dichiarata dal costruttore secondo la norma UNI EN 14825; per le pompe di calore a gas contano invece le prove secondo UNI EN 12309 o UNI EN 16905, a seconda della tecnologia.
Quando si può evitare
Le eccezioni ci sono, ma non possono essere trattate come una scelta di comodità. Le valvole o i dispositivi modulanti possono essere omessi nei locali in cui l’installazione sia dimostrata in modo inequivocabile come non fattibile tecnicamente. Un altro caso riguarda i locali già serviti da una centralina di termoregolazione con dispositivi modulanti per la regolazione automatica della temperatura ambiente. Inoltre sono esclusi gli impianti di climatizzazione invernale progettati e realizzati con temperature medie del fluido termovettore inferiori a 45°C.
Questo passaggio è importante nei condomini e negli impianti datati. Vecchi radiatori, reti con problemi di circolazione o configurazioni particolari non bastano, da soli, a “saltare” l’adeguamento. L’impossibilità tecnica o la mancata convenienza economica devono essere spiegate dal progettista nella relazione tecnica ex Legge 10/91, esaminando la non fattibilità delle diverse soluzioni disponibili. Se quella relazione non è dovuta, resta comunque una comunicazione al Comune secondo le modalità previste.
Cosa fare
Prima di firmare il preventivo, conviene trattare le termovalvole come una parte dell’intervento principale. Per una casa con radiatori in più stanze, il controllo va fatto su tutti i corpi scaldanti: se anche uno solo resta fuori senza motivo documentato, la pratica può diventare fragile in fase di asseverazione o controllo.
- Chiedi il tipo di incentivo: bonus fiscale o Conto Termico 3.0 cambiano la documentazione, ma i requisiti tecnici vanno verificati subito.
- Fai censire i radiatori: ogni corpo scaldante va controllato, compresi quelli in bagni, corridoi e locali poco usati.
- Verifica le schede tecniche: SCOP, SPER, efficienza stagionale e compatibilità devono risultare dai documenti del produttore.
- Pretendi una motivazione scritta: se una valvola non viene installata, serve una ragione tecnica analitica, non una nota generica.
- Conserva la documentazione: relazione tecnica, asseverazione, dichiarazioni del costruttore e libretti servono in caso di controlli.
La conseguenza pratica è semplice: chi cambia impianto per migliorare il riscaldamento e usare un incentivo deve progettare insieme generatore, distribuzione e regolazione. Le termovalvole non sono sempre l’unica soluzione ammessa, perché la norma consente anche regolazioni modulanti equivalenti, ma l’adeguamento deve essere coerente con l’impianto reale. Far emergere il problema dopo l’installazione può significare dover riaprire il lavoro, integrare la documentazione o rinunciare al beneficio richiesto.





