
Il prezzo del gas per luglio 2026 sale per i clienti domestici ancora nel Servizio di tutela della vulnerabilità. L’aggiornamento mensile indica una crescita della spesa totale dell’utente tipo del 9,8% rispetto a giugno. La variazione non riguarda tutti i contratti gas in modo automatico: è riferita alle condizioni regolate applicate ai clienti vulnerabili, mentre chi è nel mercato libero deve guardare il prezzo previsto dal proprio contratto.
Il punto pratico è questo: se la bolletta che arriverà nelle prossime settimane contiene consumi riferiti a luglio, la parte legata alla vendita del gas potrà risultare più alta rispetto al mese precedente. La componente della materia prima, indicata tecnicamente come CMEM,m, passa da 47,1842 €/MWh di giugno a 56,6927 €/MWh di luglio. Tradotta nella quota per consumi della vendita, la voce passa da 0,544327 euro/Smc a 0,646068 euro/Smc.
Chi riguarda
L’aumento interessa circa 2,3 milioni di clienti ancora serviti nel regime di tutela della vulnerabilità gas. Si tratta di una platea specifica: non coincide con tutte le famiglie italiane e non comprende automaticamente chi ha già sottoscritto un’offerta del mercato libero. Dal 1° gennaio 2024, infatti, la tutela gas non è più disponibile per i clienti domestici non vulnerabili, che sono passati al mercato libero o a condizioni transitorie previste per chi non aveva scelto un’offerta.
Il confronto tra giugno e luglio aiuta a capire dove nasce l’aumento e perché la bolletta può cambiare anche quando i consumi estivi sono ridotti rispetto all’inverno:
| Dato | Giugno 2026 | Luglio 2026 |
|---|---|---|
| Spesa totale utente tipo | +0,3% su maggio | +9,8% su giugno |
| Materia prima CMEM,m | 47,1842 €/MWh | 56,6927 €/MWh |
| Quota vendita per consumi | 0,544327 €/Smc | 0,646068 €/Smc |
Il dato più evidente è l’aumento della materia prima: per ogni Standard metro cubo consumato, la sola quota per consumi della vendita cresce di 0,101741 euro rispetto a giugno. L’impatto reale sulla fattura dipende poi da quanti Smc sono stati attribuiti al periodo di luglio e da come il venditore ripartisce i consumi tra letture effettive, autoletture e stime.
Cosa non cambia
Il rincaro non modifica le regole generali del contratto e non comporta interventi sul contatore. Non significa nemmeno che ogni famiglia vedrà un aumento identico in euro: in estate il gas domestico è spesso usato soprattutto per acqua calda e cucina, mentre il riscaldamento resta spento. Una casa con consumi bassi a luglio sentirà quindi meno l’effetto rispetto a un’abitazione che usa più gas nello stesso mese.
Chi è nel mercato libero deve controllare la propria offerta. Se il contratto è a prezzo fisso, l’aumento regolato di luglio non si trasferisce automaticamente sulla componente gas prevista dall’offerta, salvo condizioni contrattuali specifiche. Se invece il contratto è indicizzato, il prezzo può seguire l’andamento del mercato secondo la formula indicata nella bolletta o nelle condizioni economiche. In entrambi i casi vanno guardati il prezzo al metro cubo, eventuali spread e la quota fissa annua.
Per i clienti vulnerabili, la condizione può dipendere dall’età, dalla situazione economica o da altri requisiti previsti. Rientrano nella tutela della vulnerabilità, tra gli altri, gli over 75, chi percepisce il bonus sociale gas, le persone con disabilità ai sensi della legge 104/92, le utenze in strutture abitative di emergenza dopo eventi calamitosi e quelle ubicate in isole minori non interconnesse. Se si è vulnerabili ma si è nel mercato libero, è possibile chiedere al venditore il passaggio al servizio dedicato usando l’autodichiarazione richiesta.
Cosa fare
Quando arriva la prossima bolletta gas, il primo controllo va fatto sul periodo fatturato: se comprende luglio, l’aumento può essere presente solo per i giorni e i consumi attribuiti a quel mese. Conviene poi verificare se i consumi sono “rilevati”, “stimati” o basati su autolettura. Una stima alta può far apparire più pesante il rincaro e verrà corretta solo con una lettura successiva o con un’autolettura accettata dal venditore.
Il secondo controllo riguarda la voce “spesa per la vendita di gas naturale” o una dicitura equivalente. Nei contratti regolati per vulnerabili, il prezzo per la vendita di luglio è composto da una quota per consumi di 0,646068 euro/Smc e da una quota fissa annua di 55,39 euro/anno, applicata in bolletta in proporzione al periodo fatturato. Le altre parti della bolletta, come rete, oneri e imposte, continuano a incidere sul totale e vanno considerate prima di confrontare due fatture.
Per prepararsi ai mesi freddi, il controllo più utile non è cambiare abitudini in modo improvvisato, ma leggere i consumi reali degli ultimi 12 mesi e confrontarli con il prezzo applicato. In vista dell’inverno può avere senso verificare anche la regolazione dell’impianto, dai termostati smart alle valvole termostatiche per termosifoni, sapendo però che questi strumenti aiutano a gestire i consumi: non annullano gli aumenti della materia prima.





